dieta mimo digiuno. nuova moda o business?

La dieta mima digiuno di Valter Longo: nuova moda o business per la società fondata dal ricercatore?

 

mima digiuno, ideata e promossa da Valter Longo, apparentemente non vuole essere un modo per dimagrire come avviene  per  le altre diete modaiole. Secondo Longo si tratta di un regime vegetariano in grado di rallentare l’invecchiamento, rigenerare le cellule e, solo come effetto collaterale,  permettere la perdita di peso. L’inventore precisa in tutte le interviste che il modello alimentare non va gestito in autonomia, ma va adottato con il supporto di un dietologo o di un nutrizionista.

mimaLa dieta propone di alternare il modello alimentare quotidiano a qualche giorno  in cui si “mima” il digiuno, assumendo da 800 a 1100 calorie. La maggior parte di queste calorie deve provenire da grassi (noci, per esempio) e vegetali, e solo in quantità ridotta da zuccheri e proteine. L’idea della dieta nasce dagli studi sull’invecchiamento condotti da Valter Longo che, all’attività di direttore del Longevity Institute della University of Southern California, affianca quella di  ricercatore presso l’Ifom di Milano.

Per abbassare i livelli di IGF1, ormone legato all’invecchiamento, è necessario ridurre la carne e le proteine animali

Il sistema si basa su due elementi. Le popolazioni di alcuni villaggi sulle Ande nell’Ecuador non si ammalano quasi mai di cancro e di diabete e le persone sono alte circa un metro e dieci. Il nanismo è infatti una delle caratteristiche peculiari di queste persone (spesso sono anche obese o in sovrappeso) che sono affette dalla sindrome di Laron. Secondo Longo la chiave di lettura per giustificare l’assenza di malattie correlate all’invecchiamento è da attribuire a livelli bassi di IGF1 e insulina. Poiché questo ormone aumenta con l’assunzione di proteine animali, un modo per “mimare” ciò che avviene di positivo nelle persone con la sindrome di Laron è agire sull’alimentazione, riducendo la quota di carne, latte, uova, e favorendo: verdure, cereali, proteine vegetali e al limite il pesce.